« Le persone più anziane utilizzano ChatGPT come sostituto di Google, chi ha 20 o 30 anni lo usa come consigliere di vita, mentre gli studenti lo considerano un vero e proprio ambiente informatico. »
Con queste parole, pronunciate durante un evento del fondo Sequoia Capital nel maggio 2024, Sam Altman ha sintetizzato l’evoluzione dell’uso di ChatGPT. Una dichiarazione che riflette le ambizioni di OpenAI: trasformare ChatGPT in una piattaforma autonoma, capace di integrare servizi, applicazioni e funzioni oggi tipiche dei sistemi operativi.
ChatGPT può diventare il nuovo iOS o Android?
Secondo The Information, OpenAI punta a trasformare ChatGPT non solo in un assistente, ma in un vero hub digitale universale, che sostituisca browser, motore di ricerca e persino app installate.
ChatGPT conta attualmente 800 milioni di utenti settimanali e mira a raggiungere 2 miliardi entro il 2029.
Nell’ottobre 2024 OpenAI ha lanciato il suo browser proprietario, concorrente di Google Chrome e Firefox, con ChatGPT integrato nativamente.
L’azienda ha annunciato che sviluppatori di app e servizi potranno rendere i propri prodotti disponibili dentro ChatGPT.
Un nuovo “ecosistema”: app, pagamenti e servizi integrati
L’idea ricorda il funzionamento degli App Store di Apple e Google.
OpenAI vuole permettere agli utenti di accedere direttamente da ChatGPT a servizi come:
In più, ChatGPT consente già l’acquisto dei prodotti con un clic, trattenendo una commissione — esattamente come fanno Apple, Google o Amazon.
Preoccupazioni e appello alla vigilanza
Diversi ricercatori e autorità europee segnalano però rischi evidenti:
concentrazione dei dati in un’unica piattaforma
dipendenza tecnologica da un solo attore privato
influenza crescente dell’IA su acquisti, informazioni e decisioni personali
In Italia, il Garante della Privacy ha più volte richiesto maggiore trasparenza sull’uso dei dati e sulla personalizzazione delle risposte dell’IA.
Fonti come Il Sole 24 Ore e AGI sottolineano che il modello “operating system dell’IA” potrebbe rafforzare il potere di mercato di OpenAI, creando un ecosistema chiuso come quelli già dominati da Apple e Google.
Conclusione
Le ambizioni di OpenAI fanno di ChatGPT molto più di un chatbot: un potenziale ambiente operativo capace di inglobare browser, motore di ricerca, app, servizi e pagamenti.
Ma questa centralizzazione rischia di rimettere in discussione concorrenza, tutela dei dati e controllo pubblico sulla tecnologia, motivo per cui diversi Stati europei — tra cui l’Italia — richiamano alla prudenza.
Per approfondire le informazioni presentate in questo articolo, è possibile consultare le fonti ufficiali e articoli di riferimento:
- OpenAI presenta il browser con ChatGPT integrato, chiamato Atlas: openai.com
- Articolo di Wired Italia sul lancio di Atlas e sulle ambizioni di OpenAI: wired.it
- Analisi di ANSA sulla possibilità di trasformare ChatGPT in un vero e proprio sistema operativo: ansa.it
- CNBC sui dati di utilizzo di ChatGPT e la crescita verso centinaia di milioni di utenti attivi settimanali: cnbc.com
Queste fonti permettono di verificare le informazioni e approfondire le novità relative alle ambizioni di OpenAI e all’evoluzione di ChatGPT come piattaforma digitale.